UNA PASSIONE CONTESA

Ipotesi e polemiche su Santarcangelo "vero" luogo del bacio di Francesca da Rimini

SANTARCANGELO DI ROMAGNA | 8 – 30 ottobre 2021
Biblioteca Comunale Antonio Baldini | orari di apertura della Biblioteca


Una passione contesa
Ipotesi e polemiche su Santarcangelo “vero” luogo del bacio di Francesca da Rimini
Da monsignor Marino Marini a Luigi Renato Pedretti (1840 – 1967)
Esposizione di di antichi cimeli e di documenti d’archivio

Dopo il successo della tragedia Francesca da Rimini di Silvio Pellico degli anni ’20 dell’Ottocento, vi è stato un gran proliferare di rivendicazioni di città e paesi che si sono candidati ad essere il “vero” luogo ove è scoccato il bacio più∙ celebre al mondo.

Santarcangelo di Romagna, nel proporsi, trova un sostenitore accanito nel suo figlio illustre monsignor Marino Marini, prefetto degli Archivi Vaticani che, nelle Memorie storico-critiche della città di Santo Arcangelo del 1844, afferma categorico: “Realmente non accadde che in S. Arcangelo”.

Anche se questa ipotesi venne puntualmente smentita dallo storico riminese Luigi Tonini, la diatriba proseguirà anche nel secolo successivo grazie all’instancabile Luigi Renato Pedretti, giornalista e polemista che dedicò la sua vita agli studi di storia locale.

L’esposizione Una passione contesa vuole testimoniare – per mezzo di materiali documentari e cimeli iconografici provenienti dagli archivi della Biblioteca Antonio Baldini e da privati collezionisti – la lunga disputa tra storici ed intellettuali.

Inaugurazione: Venerdì 8 Ottobre, ore 17
A seguire, lettura scenica dal titolo “di Dante    le donne” a cura di Angelo Trezza.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili, esibendo green-pass o certificazione equipollente.
E’ gradita la prenotazione.

Idea e progetto: Ferruccio Farina e Pier Angelo Fontana
Cura: Lisetta Bernardi

INFO
Ingresso libero, nel rispetto delle norme sanitarie | Orari di apertura della Biblioteca
Biblioteca Comunale Antonio Baldini
Via Giovanni Pascoli 3, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
0541.356299 | biblioteca@comune.santarcangelo.rn.it

 

L’evento fa parte di
FRANCESCA2021
Tributo a Dante e a Francesca da Rimini nel VII centenario della morte del Poeta
Trenta appuntamenti culturali da marzo a dicembre 2021 nei territori malatestiani tra Romagna e Marche promossi dai Comuni di Rimini e di Gradara con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Marche e di Apt Servizi dell’Emilia Romagna su idea e progetto di Ferruccio Farina, Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini

www.francescadarimini2021.com/eventi

 

Una passione contesa
Ipotesi e polemiche su Santarcangelo
“vero” luogo del bacio di Francesca da Rimini
Da monsignor Marino Marini a Luigi Renato Pedretti (1840 – 1968)

Se il ricercatore Claude Flory (Università della Florida, USA), negli anni Settanta ha censito circa 17 opere teatrali dedicate alla figura di Francesca da Rimini, oggi, grazie a vent’anni di studi di Ferruccio Farina, conosciamo almeno 85 tragedie e oltre 2000 opere di letteratura, d’arte visiva, di musica, di grafica e di cinema, tutte databili dopo il 1795, quando il Romanticismo riportò in auge Dante e i personaggi della Commedia.

La Biblioteca comunale di Santarcangelo di Romagna con la mostra Una passione contesa, allestita nell’occasione del settimo Centenario dantesco che ricorre in questo 2021, vuole richiamare l’attenzione sulle querelle intercorse nel XIX secolo e nella seconda metà del Novecento, tra gli studiosi e gli storici locali riguardante uno degli aspetti più discussi della storia malatestiana, ovverosia il luogo ove avvennero il bacio fatale e il presunto duplice omicidio della coppia di amanti cantata da Dante nel Canto V dell’Inferno.

 

L’attenzione al tema si era accesa a Rimini nel 1581 quando Andrea Corsucci di Sassocorvaro, nel suo trattatello Il vermicello della seta, aveva riferito che, durante lavori al pavimento della Chiesa di Sant’Agostino, erano stati ritrovati nella medesima sepoltura due corpi avvolti in un manto di seta “riconosciuti” come Paolo e Francesca.

Anche lo storico riminese Cesare Clementini nel suo Raccolto istorico… del 1627, aveva tentato di dar risposta alla domanda “dove è accaduto?” riportando le tesi di Tommaso Diplovatazio, giureconsulto greco alla corte degli Sforza di Pesaro, che aveva indicato come luoghi probabili sia Pesaro che Rimini.
Ma fu lo straordinario successo della tragedia Francesca da Rimini di Silvio Pellico, in scena dal 1815 e stampata dal 1818 e tradotta in tante lingue, ad ispirare una serie di nuovi studi per scoprire il luogo del duplice efferato omicidio divenuto a quei tempi, grazie al letterato-patriota piemontese, oltre che a Dante, tanto famoso nel mondo.

A dar vita al primo vero dibattito e ad inaugurare una serie di confronti nutriti quanto accesi, fu mons. Marino Marini, prefetto degli archivi vaticani, originario di Santarcangelo.

Nelle sue Memorie istorico-critiche della città di Santo Arcangelo pubblicate a Roma nel 1844, sosteneva, che il tragico fatto narrato dalla Commedia “realmente non accadde che in S. Arcangelo”.  Affermazione che scaturiva dall’interpretazione di una mole enorme di antichi documenti da lui consultati.

A confutare le sue tesi si sollevò con prontezza il celebre storico riminese Luigi Tonini che dimostrò come l’assoluta mancanza di documenti e di informazioni probanti non permetteva di individuare con certezza né il luogo né la data dell’episodio narrato da Dante e da Boccaccio, E affermò con forza, con una mole di pergamene analizzate e trascritte in ben 3 pubblicazioni date alla luce dal 1853 al 1870, che le ipotesi di Marini risultavano infondate e insostenibili.

Secondo i suoi studi, ancor oggi i più approfonditi e i più accreditati, di certo Francesca è esistita, probabilmente nata verso il 1260. Era figlia di Guido Minore, signore di Ravenna, moglie di Giovanni Malatesta (Gianni, lo sciancato, da cui Ciotto e Gianciotto) dal quale aveva avuto almeno una figlia, Concordia. Tutto ciò, e nulla di più, comprovato da un unico importante documento, il testamento del 18 febbraio 1311 di Malatesta da Verucchio, padre di Giovanni [Gianciotto] e di Paolo. [il bello], ove viene nominata in quanto madre defunta di Concordia (olim domine Francische). Polemica chiusa.

Ma solo apparentemente,
Ecco infatti nei primi anni Sessanta, riaprirsi il contenzioso grazie al santarcangiolese Luigi Renato Pedretti,  padre del poeta Nino.
Appassionato cultore di storia locale e artefice della riscoperta e della valorizzazione delle grotte tufacee clementine, Pedretti recupera la tesi di Marino Marini e la ripropone con tenacia riaccendendo il dibattito che sembrava concluso da un secolo.
Uomo dalla vis polemica straordinaria sostenuto da un accesissimo amor patrio, rivendica nuovamente Santarcangelo come luogo ove Francesca e Paolo furono presi da quel tal “piacer sì forte” e si impegna in

una nutritissima serie di articoli e di lettere che invia instancabilmente a storici, studiosi, scrittori e a politici locali e nazionali.
Certo, provoca reazioni e confutazioni. Ma, di certo, riesce ad accendere discussioni pubbliche – tra le più vivaci quella con lo scrittore pittore Luigi Pasquini – e ad ottenere una vasta eco sui giornali dell’epoca sia per il tema del bacio più celebre al mondo, sia per la sua Santarcangelo che tanto amava.
Non pochi i nomi di importanti letterati e intellettuali che coinvolge, tra questi Antonio Baldini e perfino il cardinale Eugenio Tisserant le cui parole pone in premessa alla summa delle sue tesi, il volumetto Francesca da Rimino tragicamente morta a Santarcangelo di Romagna edito da Arti grafiche romagnole nel 1967.
Come tanti altri personaggi che aveva interpellato per aver pareri storici, il cardinale usa con lui toni molto diplomatici e gli risponde: “la ricerca dovrebbe essere fatta da specialisti”.
Se fragili appaiono le tesi storiche di Lugi Renato Pedretti, certo fu nobile l’intento che egli palesa in maniera chiara nella prefazione della sua monografia: “portare qui a Santarcangelo coloro che sentono la bellezza di versi immortali”.
A lui Santarcangelo deve tanto. Anche bassorilievo in bronzo del bravo scultore Elio Morri con il presunto ritratto di Francesca affisso nella Piazzetta delle monache.
E, forse, è a lui che ha pensato Flavio Nicolini, celebre sceneggiatore e regista santarcangiolese, quando ha realizzato nel 1997 il film per la Rai Paolo e Francesca e quando ha narrato in forma poetica la sua Francesca pubblicata nel 2004.

Le testimonianze del confronto Marini – Tonini e parte della documentazione delle rivendicazioni di Luigi Renato Pedretti, sono esposte e illustrate in mostra.

Per approfondimenti sulla storia e sul mito Francesca da Rimini, si rimanda al libro di Ferruccio Farina, Francesca da Rimini, storia di un mito (Maggioli, 2019).